Piastra Recco: come funziona e cos’è

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Piastra Recco o piastrina Recco, sicuramente ne avrai sentito parlare ma non ti è chiaro come funziona. Su Vita Outdoor spesso cerco di agglutinare informazioni sulla sicurezza che possono essere importanti per chi si avventura all’aria aperta, eccoti quindi qui di seguito tutto quello che devi sapere.

Cosa è una piastrina Recco?

Per capire esattamente cos’è bisognerebbe intendersene di onde radio e trasmissione. Dal momento che non sono un esperto in materia, cercherò di semplificare al massimo.

Il sistema Recco è un sistema che serve per individuare dispersi in montagna soprattutto in caso di valanga. Si compone di due elementi: un riflettore ed un ricevitore.

Chi deve essere salvato deve portare addosso la piastra Recco e la squadra di soccorso deve essere munita di un ricevitore. Il sistema sfrutta onde radio che rendono possibile individuare il disperso anche quando la visibilità è impedita da neve, ghiaccio, alberi, ecc.

In soldoni, dal momento che un piastrina Recco ha un prezzo di circa 30 euro, è un dispositivo di sicurezza utile e non ci sono scuse per non portarcele appresso.

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Come funziona il sistema Recco?

La piastra Recco funziona come riflettore radio. Detto in soldoni è un dispositivo che emette costantemente un segnale individuabile dal rilevatore. La piastrina è molto discreta e misura 5 cm x 1,3 cm ed ha uno spessore trascurabile. Non ha bisogno di ricambio pile, ricariche o di accensione. Insomma lo acquisti e te lo scordi.

Proprio per queste caratteristiche, le migliori marche di caschi, abbigliamento da montagna e scarponi da sci spesso le inseriscono a priori nei loro prodotti.

Il sistema è più efficace quando si indossano due piastre non vicine tra loro. Proprio per questo motivo si dovrebbero portare nelle due maniche della giacca, in una gamba del pantalone e nel caso, oppure negli scarponi.

Piastrine recco per soccorso antivalanga

Il rilevatore è invece un ricetrasmettitore che funziona in due fasi. Emette un segnale radio che se incontra uno dei riflettori torna indietro restituendo l’informazione. A differenza dei moderni Artva, l’alpinista non porta normalmente con se il ricetrasmettitore. Le versioni più moderne sono infatti grandi come dei libri e pesano circa 1 kg.

Le versioni più moderne del ricetrasmettitore sono in grado di funzionare a 200 metri di distanza e fino a 40 metri di profondità con ghiaccio e neve.

Il sistema Recco sostituisce l’Arva?

Si tratta di un sistema di soccorso in valanga molto valido e utilizzato un po’ avunque sulle Alpi, in Europa centrale, Scandinavia e Nord America. Quindi se ci si allontana dalle piste è sicuramente interessante averlo con se. Malgrado ciò, ci sono alcuni limiti che bisogna tenere in mente.

In caso di valanga non è possibile auto soccorrersi. Se nessun membro del gruppo è in possesso di un rilevatore è inutile. Bisogna quindi attendere i soccorsi. Si stima che in caso di valanga la finestra utile per prestare i primi soccorsi è di 15 – 20 minuti e non sempre i soccorritori ci mettono di meno ad arrivare. Con l’ARVA invece è possibile prestare autonomamente i primi soccorsi. Ricordiamoci inoltre che l’ARVA è obbligatorio per praticare lo sci fuoripista in alcune località.

Funzionando con tecnologia radio, non è in grado di posizionare esattamente la persona in difficoltà. Le tecnologie gps sono sicuramente più efficaci da questo punto di vista.

In determinate condizioni, la neve può schermare il segnale della piastrina Recco. Questo di verifica in caso di neve “acquosa”. Esiste il rischio che lo stesso corpo del disperso sortisca lo stesso effetto sul riflettore: proprio per questo motivo è bene averne due in posizioni opposte sul corpo.

Inutile dire che in ogni caso prima di avventurarsi bisogna conoscere le regole sul fuoripista di dove ti trovi, controllare sempre il bollettino, avere un kit d’emergenza, sonda e pala.

Per approfondire visita: www.recco.com